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Cappella
Arcivescovile
Unico monumento ortodosso durante il regno di Teodorico.
Era la cappella privata dei vescovi costruita con molta probabilità da Pietro II (493-519) nel periodo di governo
di Teodorico.
Nella vicina saletta circolare è custodito il cimelio più prezioso del Museo Arcivescovile: una cattreda in avorio, che serviva come sedia liturgica del vescovo Massimiano, (al cui nome è legata la consacrazione di San vitale e San Apollinare in Classe), che fu al soglio episcopale di Ravenna verso la metà del secolo VI.
La cattedra è formata da tavolette in avorio lavorate a rilievo per rivestire il tronetto.
Basilica di San Vitale
é una delle più pure creazioni dell’arte
paleocristiana in Italia, una forma di transizione
dell’architettura classica a quella bizantina.
Sorge sulle ceneri del martire Vitale, a pianta
ottagonale. Iniziata sotto il regno dei Goti, fu
portata a termine dai Bizantini. All'interno rifulge
tutto lo splendore d'Oriente nella ricchezza dei
mosaici del presbiterio, nei tratti di pavimento in
mosaico, nei capitelli lavorati a giorno.
 Basilica di S. Apollinare in Classe
A 5 chilometri da Ravenna, fuori dalle mura dell’antico centro portuale: la mole dell’edificio del 549 con campanile cilindrico, si erge a dominare la pianura.
In questa Basilica del VI secolo, col campanile del X circa, all'interno, al centro dell'abside si erge l'imponente figura in mosaico di Santo Apollinare, protovescovo e martire di Ravenna, col suo gregge.
Altri monumenti di Ravenna
Basilica di San FrancescoFatta costruire dal vescovo Neone poco dopo il 450 col nome di Chiesa degli Apostoli o di San Pietro Maggiore, dal 1261, con l'entrata dei frati minori conventuali fu detta di San Francesco.
L'interno è a tre navate separate da due file di colonne di marmo greco. Qui, nel 1321, si svolsero i funerali di Dante.
Tomba di DanteRiposa il Poeta esule nel tempietto neoclassico del Morigia, dove sopra l'arca, un bassorilievo di Pietro Lombardo del 1483 lo raffigura accanto ad un leggio.
Il tempietto è stato progettato dall'architetto Camillo Morigia nel 1780.
L'interno ben rivestito in marmi conserva l'urna sepolcrale con le ossa di Dante, fatta fare nel 1483 da Bernardo Bembo e sulla quale fece scolpire l'epitaffio latino di Bernardo Canaccio dettato nel 1327: “I diritti della monarchia, i cieli e le acque di Flegetonte visitando cantai, finché volse il mio destino mortale. Ma poiché la mia anima andò ospite in luoghi migliori e più beata raggiunse fra gli astri il suo Creatore, qui sono racchiuso, io, Dante, esule dalla patria terra, cui generò Firenze, madre di poco amore”.
Al centro del Tempietto arde una lampada votiva settecentesca alimentata con olio di oliva adonato ogni anno dalla città di Firenze la seconda domenica di settembre con una solenne cerimonia.
Il sommo Poeta, nato a Firenze nel 1265, arrivò in Romagna all'indomani del processo per corruzione, appropriazione di denaro pubblico e ostilità contro il papato che lo condannò all'interdizione dai pubblici uffici e a due anni di esilio. La peregrinazione, che portò il Poeta per le corti dell'Italia Settentrionale alla ricerca di una decorosa sistemazione per sé e per la famiglia, lo condusse a Forlì, come Ambasciatore dei Bianchi, alla corte di Scarpetta degli Ordelaffi, a Verona presso Bartolomeo della Scala, e poi a Treviso, in Lunigiana, nel Casentino, a Lucca. Infine si stabilì a Ravenna, ospite di Guido Novello da Polenta dove, tra il 13 settembre e il 14 settembre del 1321 morì.
Link:
www.ravenna2000.it
www.centrodantesco.it
www.racine.ra.it
www.viviravenna.it
www.emiliaromagnaturismo.it |
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